Made in Love: commento alla prima puntata

E’ cominciato il nuovo reality in stile Uomini e Donne i cui protagonisti che cercano l’amore non sono etero ma omosessuale. Dopo avervi riportato l’intervista della conduttrice Lina Carcuro (leggi qui per saperne di più), passo subito a commentare la prima puntata.

E’ un programma tutto napoletano, sicuramente un orgoglio per lo staff, ma perché ostentarlo così tanto? Questa è la prima domanda che mi sono posta dopo i primi 10 minuti di trasmissione. Oggettivamente la sigla e il logo sono davvero molto carini, degni di un programma nazionale mentre in studio si respira aria di crisi. Evidentemente essendo un programma “rischioso” non vi sono stati investiti chissà quali soldi.

I due protagonisti Ciro Oppressore (23 anni, operaio da Napoli) e Luigi Butti (30 anni, impiegato da Pozzuoli) sono due ragazzi che sfatano il mito sicuramente dei gay effeminati, così come i 12 cacciatori: bei concorrenti, normalissime persone che possiamo incontrare per strada e che sicuramente hanno fatto sospirare molte ragazze.

La conduttrice e la giuria mi sono indifferenti: né promossi né bocciati, anche perché è ancora all’inizio e nella prima puntata erano tutti un po’ tesi. Molto naturale Lina, e spesso per questo è incappata in qualche parolina di troppo risultando anche scortese.

Settimana dopo settimana vi terremo aggiornati sugli sviluppi. Voi cosa ne pensate di questo “esperiemento televisivo”?

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